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Presentazione del progetto "Educazione a bordo CAMPO"

a cura di Mariachiara Canovi, vincitrice della borsa di studio del CNOP con il gruppo “Equipe di Progettazione Psicopedagogica della Cooperativa Progetto Crescere, Reggio Emilia”

Il progetto "Educazione a bordo CAMPO" parte dalla osservazione degli atteggiamenti degli adulti, spettatori attivi durante le partite dei loro figli e propone un ciclo di incontri con i genitori per favorire una presa di coscienza del contesto diseducativo che si viene a creare a fianco dell'attività di gioco dei bambini.

Le società sportive che nascono come luoghi educativi, infatti, assolvono in modo pieno e completo al loro mandato se coinvolgono anche la famiglia in un percorso di educazione a bordo campo, perché "la partita" non si trasformi in un momento di mala-educazione.

Il progetto ha quindi l’intento di guidare i genitori ad una assunzione di responsabilità nei confronti dei messaggi violenti e antisportivi a cui fanno assistere i figli nei momenti di gioco, quando il contesto dovrebbe al contrario educare al rispetto di tutte le persone coinvolte, in particolare dell'avversario.

Crediamo infatti nel valore della educazione degli adulti quali strumento e tramite perché le nuove generazioni siano non violente, capaci di vivere lo sport come occasione di svago costruttivo e piacevole e non come sfogo incontrollato dei propri istinti e della propria aggressività.

Il progetto, in particolare, vuole coinvolgere i genitori dei bambini che frequentano le società sportive di un Comune della provincia di Reggio Emilia. Il target privilegiato del progetto è la componente genitoriale che segue i figli nei momenti sportivi e nelle partite. Il target indiretto del percorso sono gli atleti e l'intera comunità, in particolare quella più sensibile al tema dello sport, dell'agonismo e del tifo.

L’obiettivo è di offrire ai bambini un contesto sportivo nel vero senso del termine e privo di aggressività e violenza verbale durante le partite di campionato. Vogliamo inoltre promuovere nei genitori la consapevolezza che il sostegno sportivo deve avere una valenza educante per le nuove generazioni e coinvolgere i dirigenti e gli allenatori nella consapevolezza che è una loro responsabilità fare sì che gli "adulti di domani" siano capaci di una tifoseria sportiva e corretta. Desideriamo infine aumentare nella componente adulta che gravita intorno al calcio dei bambini il senso di responsabilità nei confronti dell'esempio che si lascia e promuovere il diffondersi di comportamenti che esaltino i valori e i significati  dello sport.

Speriamo così di ridurre l'animosità degli adulti a bordo campo durante le partite dei figli; sviluppare un senso del limite nell'uso di un linguaggio non adatto ad un contesto educativo; condividere i valori e i principi di "buona tifoseria” fra genitori e con allenatori e società sportive.

Aspiriamo infatti alla promozione per le future generazioni di modelli positivi da imitare per contrastare la diffusione di atteggiamenti distruttivi, eccessivi e di violenza sui campi da calcio, negli stadi di paese, così come nelle manifestazioni sportive di alto livello.

Quale impatto sociale intendiamo scuotere le coscienze degli adulti perché riconoscano nei propri comportamenti a bordo campo, il germe dei futuri atteggiamenti di intolleranza, aggressività e violenza negli stadi e coinvolgere la comunità in un processo virtuoso.

Vogliamo infine scrivere un decalogo di comportamento che possa essere condiviso dagli adulti e firmato dai genitori che partecipano ai momenti a bordo campo al fine di diffonderlo a tutte le discipline sportive, renderlo visibile e sottoscrivibile in tutte le società e nei diversi luoghi di aggregazione sportiva.

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