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Stress lavoro-correlato

Lo stress lavorativo, divenuto nel tempo una delle più significative criticità sul posto di lavoro, ha come conseguenza un pesante rischio per la salute fisica e mentale dei lavoratori ed è responsabile di enormi perdite produttive.
In Europa lo stress e i rischi psicosociali ad esso connessi colpiscono circa un quarto dei lavoratori e costituiscono il secondo problema sanitario lavorativo. Allo stress lavoro-correlato sono riconducibili più del 50% di tutte le giornate lavorative perse.

Perché per un’azienda è conveniente prevenire lo stress lavorativo?
Lo stress COSTA in quanto riduce l’efficienza organizzativa per l’aumento di assenze e del turn over, con conseguente diminuzione della produttività.

Cosa vuol dire misurare lo stress lavoro correlato?
E’ un atto di prevenzione che si propone di individuare precocemente se esistono rischi di stress all’interno di un luogo di lavoro. Effettuare la valutazione dello stress significa individuare quali aspetti specifici o contestuali del lavoro costituiscono un rischio potenziale per i lavoratori.
Indici sintomatici di un elevato livello di stress sono: alto assenteismo, elevato turn over del personale, conflitti interpersonali, frequenti lamentele.
E’ utile ricordare che la semplice presenza di un fattore di rischio non è sufficiente perché vi sia la possibilità che si sviluppino disturbi da stress lavoro-correlato. Ad esempio, il fatto di essere sottoposti ad un carico di lavoro elevato, che può essere gestito in maniera autonoma e percepito come adeguato alle proprie competenze, non costituisce di per sé un fattore di rischio, può anzi avere un effetto benefico sull’individuo.

Perché è obbligatorio misurare lo stress lavoro correlato?
Lo prevede il D.lgs. 81 del 2008 “Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” che, all'articolo 28, stabilisce che il datore di lavoro, nell'ambito della valutazione dei rischi, debba considerare anche quelli collegati allo "stress da lavoro correlato".

Entro quando va effettuata la valutazione?
La valutazione è obbligatoria a partire dal 31 dicembre 2010. Per le nuove imprese il documento va redatto entro 90 giorni dall’inizio dell’attività.
Attenzione: il documento di valutazione dei rischi deve avere DATA CERTA.

Qual è la figura professionale più idonea ad effettuare la misurazione?
Lo psicologo che esercita nel campo della psicologia del lavoro e delle organizzazioni e che ha acquisito una specifica competenza in materia di stress lavoro-correlato è sicuramente la figura professionale idonea ad effettuare la valutazione approfondita e l’intervento correttivo, non solo per la riserva nell’uso “degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità” attribuitagli dalla L. 56/89, ma anche per la preparazione completa che vanta nell’ambito delle relazioni interpersonali e delle dinamiche intrapsichiche.
Può essere più conveniente dunque sia dal punto di vista economico che organizzativo affidare a questa figura professionale anche l’attività di rilevazione preliminare.

Ogni quanto tempo va ripetuta la valutazione?
La valutazione dei rischi deve essere ripetuta periodicamente (indicativamente ogni 2 anni) o, tempestivamente, nei casi previsti dall’art. 29 cioè in occasione di modifiche del processo produttivo e dell’organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione, oppure in seguito a infortuni significativi o, infine, quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.
Lo psicologo sarà in grado di fornire un’adeguata risposta caso per caso.

Cosa fare se viene rilevato un alto tasso di stress?
Si possono mettere in atto degli interventi correttivi che verranno suggeriti dallo psicologo sulla base dello specifico problema rilevato come ad esempio interventi organizzativi tecnici, procedurali, comunicativi, formativi…

Quali rischi comporta lo stress per il lavoratore?
Nei casi più gravi può diventare causa di infortunio o malattia professionale.

Chi in azienda deve occuparsi di misurare lo stress lavoro correlato?
Il datore di lavoro cioè il titolare del rapporto di lavoro o comunque il soggetto che ha la responsabilità dell’organizzazione o dell’attività produttiva in quanto esercita i poteri decisionali o di spesa.
Nella pubblica amministrazione corrisponde al dirigente con poteri di gestione ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale nel caso in cui sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale individuato dall’organo di vertice. Nel caso di omessa individuazione o di individuazione non conforme il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo.
Alla valutazione dei rischi e alla redazione del documento sono tenuti a collaborare: dirigente, preposto, lavoratore, responsabile del servizio di prevenzione, medico competente e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.


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