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FAQ - Frequently Asked Questions

Domande frequenti su buone pratiche ed esercizio della professione

È possibile esercitare la professione in Italia con un titolo conseguito all’estero?

Coloro che hanno conseguito all’estero un titolo professionale dell’area sanitaria ed intendono esercitare la professione in Italia devono ottenere il riconoscimento del titolo dal Ministero della Salute.
Informazioni e moduli di richiesta del riconoscimento sono disponibili sul sito del Ministero (clicca qui). Per eventuali chiarimenti è possibile rivolgersi direttamente al Ministero oppure all'Ordine Nazionale (clicca qui).

Come fare per esercitare la professione all’estero?

Ogni Stato estero potrebbe essere organizzato diversamente e potrebbe o meno essere presente un equivalente dell'Ordine degli Psicologi, pertanto occorre innanzitutto capire qual è il regolamento previsto dalla nazione nella quale si intende esercitare la professione.
Per quanto concerne i Paesi Comunitari, è necessario inoltrare la domanda di riconoscimento del titolo all'Autorità estera competente del Paese. E' possibile che, a tale scopo, le Autorità estere richiedano la presentazione di un "attestato di conformità e del good professional standing" rilasciato dal Ministero della Salute.
Il modulo per presentare richiesta di tale attestazione è disponibile, unitamente ad ulteriori informazioni, sul sito web del Ministero della Salute (clicca qui).

Quali moduli sono necessari per effettuare interventi su minori?

Qualora l'intervento psicologico si rivolga ad un minore, occorre richiedere ad ENTRAMBI i genitori due forme di consenso: il consenso al trattamento dei dati personali del figlio (ai sensi della cosiddetta "Legge sulla privacy") e il consenso all’intervento psicologico (per poter operare nel pieno rispetto del Codice Deontologico ed in particolare dell'art. 31).
Per quanto riguarda il primo, è disponibile un modello di consenso al trattamento dei dati qui.
Rispetto al secondo tema, l'Ordine ha redatto un documento intitolato "Linee di indirizzo per l'applicazione dell'art. 31 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani", scaricabile dalla sezione PER IL PROFESSIONISTA, alla voce “Servizi agli iscritti” > “Buone pratiche” (clicca qui); il documento contiene alcune indicazioni di buone pratiche professionali in caso di intervento su un minore. Il modello di consenso all'intervento da far firmare ai genitori è invece pubblicato qui.
Per problematiche specifiche rivolgersi alla segreteria dell’Ordine.

È possibile “giustificare” l’assenza del paziente/cliente alla visita fiscale durante i periodi di malattia?

È possibile rilasciare una dichiarazione di presenza in studio, tuttavia essa potrebbe non essere ritenuta valida per giustificare l’assenza in caso di visita fiscale. Ove possibile, durante il periodo di malattia del paziente/cliente sarebbe suggeribile spostare l’appuntamento al di fuori delle fasce di reperibilità.

Come comportarsi se il paziente chiede copia della “cartella clinica”?

L’insieme degli appunti redatti durante le sedute non si configura come Cartella Clinica ai sensi di legge e non è consegnabile in base a richieste di accesso ai sensi della Legge n. 241/90 come invece accade con la Cartella Clinica propriamente detta, usata nelle strutture ospedaliere in regime di ricovero e redatta secondo precisi criteri normativi.
Gli appunti rappresentano soltanto una sorta di “diario clinico” o “fascicolo personale” e non costituiscono un documento formale, ma soltanto uno strumento ad uso esclusivo del professionista per facilitare e rendere più agevole la conduzione del lavoro psicologico e/o terapeutico. Addirittura, per essere corretti, detti appunti non dovrebbero essere conservati, in caso di strutture pubbliche, nella “cartella” del paziente, ma dovrebbero essere tenuti esclusivamente dal professionista che li ha redatti.
Resta inteso che sarebbe buona norma per il professionista consegnare una relazione clinica sulla diagnosi, sulla tipologia e sulla tempistica degli interventi previsti/effettuati, anche psicoterapeutici. 

Quali informazioni è opportuno inserire in una relazione clinica?

A tutela del professionista, suggeriamo di redigere relazioni sintetiche (meglio non utilizzare il termine “certificato”), evitando ogni relazione di causa-effetto (in particolare se il paziente è stato preso in carico successivamente al verificarsi dell’evento traumatico/scatenante), e di riportare solo dati oggettivi quali, a puro titolo esemplificativo, i seguenti:
  • Il paziente si è presentato in studio riferendo questa problematica… (NB: è importante che sia mantenuto ben distinto ciò che è stato riferito dal paziente da ciò che invece costituisce la valutazione del professionista).
  • È venuto in studio in data…./è seguito da … mesi.
  • Sono stati somministrati i seguenti test ….
  • L’esito della valutazione è una diagnosi di …
  • Il paziente sta svolgendo un percorso di psicoterapia individuale ….
Consigliamo anche di indicare in calce la dicitura “Si rilascia su richiesta dell’interessato per gli usi consentiti dalla Legge”. È inoltre opportuno conservarne una copia firmata dallo Psicologo, riportante la data in cui viene consegnata e la dicitura “per ricevuta” sottoscritta dal paziente.
Si precisa che tali informazioni sono esclusivamente indicazioni di massima; pertanto, per ricevere indicazioni specifiche relative a problematiche particolari suggeriamo di contattare la segreteria dell’Ordine.

Chi può effettuare la diagnosi di DSA?

La normativa della regione Emilia-Romagna prevede che la diagnosi di DSA possa essere effettuata sia dal Servizio Sanitario Nazionale (servizi NPIA - Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza - delle AUSL) sia da professionisti privati (neuropsichiatri infantili e/o psicologi).
Le diagnosi effettuate da professionisti privati (comprese quelle redatte da dipendenti pubblici in regime di libera professione) dovranno poi essere sottoposte dai genitori alla valutazione del Gruppo di Conformità DSA, presente presso ogni NPIA delle AUSL. Tali Gruppi sono stati istituiti dal “Documento tecnico di istituzione dei gruppi di conformità DSA per la valutazione di conformità sulle segnalazioni di DSA prodotte da professionisti privati” con il quale sono stati individuati anche i criteri sulla base dei quali effettuare la diagnosi.
Il testo completo del “Documento tecnico” unitamente alle altre normative in materia, alle raccomandazioni cliniche e al modello di certificazione per i DSA è reperibile nella sezione PER IL PROFESSIONISTA alla voce “Servizi agli Iscritti” > “Buone Pratiche” (clicca qui)
 


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